Ma chi è la Polizia Giudiziaria?

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Leggendo le regole sull’accertamento dei reati e sull’accertamento delle violazioni amministrative…

“Anche i Barracelli sono Agenti di Polizia Giudiziaria”

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In materia di polizia amministrativa, le norme indicano chiaramente i soggetti che possono procedere all’accertamento:

  1. Ufficiali e Agenti di Pubblica Sicurezza;
  2. Ufficiali e Agenti di polizia giudiziaria, con competenza generale e anche specifica in materia venatoria;
  3. Guardie addette ai parchi nazionali o regionali;
  4. Guardie giurate comunali, forestali e campestri – (es. Barracelli)
  5. Guardie private;
  6. Guardie volontarie ecologiche e zoofile riconosciute da leggi regionali;
  7. Agenti dipendenti degli enti locali delegati dalle Regioni;
  8. In ultimo, gli Agenti di polizia amministrativa addetti al controllo dei trasporti.

Purtroppo, non è facile orientarsi in questa elencazione, perché si fa uso di una terminologia non ben definita ed in parte ancora poco chiara.

Ad esempio, per citare la materia più confusa, vediamo che il DPR 24 luglio 1977 n. 616, all’art. 18, lo Stato ha trasferito alle Regioni le funzioni amministrative in materia di polizia locale urbane e rurale, concernenti le attività che si svolgono esclusivamente nell’ambito del territorio comunale. E a cosa si riferisce?

Guardando poi, la legge 7 marzo 1986 n. 65, (Legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale), che all’art. 1 ha stabilito che i comuni svolgono le funzioni di polizia locale, si comprende che la legge ha eliminato ogni distinzione – (tra le attività rurale, campestre e urbana) – e che in un comune vi sono solamente guardie della polizia locale – le quali, se il numero lo giustifica – possono essere organizzate in un servizio di polizia municipale. Ma cosa significa?

Allora ci chiediamo: chi sono le Guardie dei Comuni, che si distinguono  da quelle municipali?

La legge 65 ha inteso regolare la polizia locale, affermando comunque che i comuni svolgono le funzioni di polizia locale e che a tal fine, può essere appositamente organizzato l’apposito servizio di Polizia Municipale.

L’art. 12 della stessa legge, ha poi previsto che anche gli enti locali diversi dai comuni (ad. es. province e regioni) svolgano compiti di polizia locale, nei limiti delle proprie competenze… duplicando una sorta di polizia municipale ad ampio raggio, certamente inutile e spesso in contraddittorio con le polizie locali comunali…

Analizziamo ora, brevemente, quella che è la polizia giudiziaria

Ma, attenzione… l’art. 57 del codice di procedura penale del 1988 – (la Legge Statale che tutti conosciamo) – stabilisce anche che sono agenti di PG le guardie delle province e dei comuni quando sono in servizio e nell’ambito territoriale di appartenenza.

Secondo le regole interpretative tradizionali, si dovrebbe ritenere che questa norma del 1988 ha modificato quella del 1986, generando chiaramente, purtroppo, una confusione che deriva dal solo fatto che chi ha lavorato per questo nuovo codice, non conosceva ciò che stava scrivendo, perché ha dimenticato di lavorare sulle qualità e sui soggetti della polizia locale.

Tutti comprenderete che è ben difficile raccapezzarsi in questa giungla di parole scoordinate.

Andando, così, ad analizzare alcuni soggetti abilitati alla polizia giudiziaria, secondo quanto l’attuale codice di procedura penale, come primo orientamento scopriamo che sono agenti di p.g.:

  • le guardie addette ai parchi nazionali o regionali (lett. c) sono i dipendenti pubblici di questi enti, assunte in base allo statuto del parco;
  • le guardie giurate comunali, forestali e campestri (lett. d) – tutti dipendenti pubblici con qualifica di guardia comunale facenti parte alla c.d. polizia municipale, (Domanda: nel nostro caso, nella condizione di Volontari delle Compagnie Barracellari in Sardegna, dove siamo a tutti gli effetti Guardie dei Comuni ed anche Guardie Campestri, Perchè non dovremmo rientrare in questo caso?);
  • le guardie private giurate (lett. e) sono lavoratori privati con decreto di nomina e porto d’armi rilasciati dal questore, assunti con il compito di custodire determinate unita immobiliari e con competenza limitata a tali unità;
  • le guardie volontarie (lett. f) sono guardie private giurate incaricate da associazioni ecologistiche o zoofile e munite di apposito decreto di nomina rilasciato dal questore;
  • le guardie di enti delegati dalla regione e ovviamente, anche se la legge non lo dice, le guardie delle regioni stesse (lett. g); (anche in questo caso un po di confusione: la legge, tanto per ingarbugliare, le chiama agenti, parola priva di significato tecnico-giuridico se non meglio specificata; l’ente delegato è in genere la provincia, ma non è esclusa la delega ad altri enti pubblici come il comune o l’unione dei comuni o le comunità montane…. Anche in questo caso deve trattarsi di dipendenti pubblici).

Ciò premesso, vediamo di capire la nozione di agente di polizia giudiziaria (PG) e di pubblica sicurezza (PS), e sulle loro competenze.

  • Essere agente di PG vuol dire avere il compito di accertare reati e che l’accertatore può compiere atti di indagine formalmente validi – (come: perquisizioni, sequestri, assunzione informazioni, raccolta prove,  ecc.).
  • Essere agenti di PS – (attenzione a non confonderli con gli agenti della Polizia di Stato che sono anche essi agenti di PS) – vuol dire appartenere ad un corpo di agenti organizzato mediante un regolamento, a cui la legge o il prefetto/questore riconosce la qualifica di agente di PS; l’agente di PS, oltre a svolgere i suoi compiti specifici – (art. 1 T.U. leggi di P.S. del 1931) – veglia al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura l’osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, nonché delle ordinanze delle autorità; presta soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni. Per mezzo dei suoi ufficiali, ed a richiesta delle parti, provvede alla bonaria composizione dei dissidi privati”. A tal fine ha facoltà di accedere in qualunque ora nei locali destinati all’esercizio di attività soggette ad autorizzazioni di polizia. (art. 20 DPR 616/1977). La qualifica di agente di PS, però, non attribuisce particolari diritti all’agente, ma più che altro gli impone dei doveri. Sono poi le singole leggi a stabilire, in relazione alla attività svolta, le reali competenze.

In via generale occorre tener presenti le seguenti distinzioni:

  • Accertatori con funzioni di polizia giudiziaria
  • Accertatori senza funzioni di polizia giudiziaria

Gli accertatori con funzioni polizia giudiziaria si distinguono poi in:

  • Accertatori con competenza generale illimitata
  • Accertatori con competenza generale, limitata territorialmente
  • Accertatori con competenza parziale

La competenza generale di Polizia Giudiziaria, come descritto dalla dottrina, significa che l’accertatore può compiere atti di indagine formalmente validi in relazione a qualsiasi reato – (…e per reato si intende ogni condotta punita con ammenda e/o arresto – contravvenzione), oppure con la multa e/o la reclusione, cioè un delitto.

La Competenza parziale di PG, invece, significa che egli può compiere atti solo in relazione a specifici reati.

  1. Hanno quindi competenza generale illimitata di PG, su tutto il territorio, quelli indicati nell’art. 57 CPP, commi 1 e 2, e cioè: Carabinieri, Polizia di Stato e Penitenziaria e Guardia di Finanza.
  2. Hanno invece competenza generale limitata territorialmente, le guardie dei comuni, delle province e delle regioni.
  3. Hanno competenza parziale – infine – coloro a cui una o più leggi speciali attribuiscono competenza per determinati reati; ad es. gli ufficiali sanitari, i vigili del fuoco, gli ispettori del lavoro, le capitanerie di porto, ecc.

Ai fini del nostro interesse, però, diamo uno sguardo all’interpretazione del D.L.vo 31 marzo 1998 n.112, Art. 163, che stabilisce il Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali:

omissis …3 – Ai sensi dell’articolo 128 della Costituzione, sono trasferite alle province le seguenti funzioni e compiti amministrativi:

  1. il riconoscimento della nomina a guardia giurata degli agenti venatori dipendenti dagli enti delegati dalle regioni e delle guardie volontarie delle associazioni venatorie e protezionistiche nazionali riconosciute, di cui all’articolo 27 della legge 11 febbraio 1992, n. 157;
  2. il riconoscimento della nomina di agenti giurati addetti alla sorveglianza sulla pesca nelle acque interne e marittime, di cui all’articolo 31 del regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1604, e all’articolo 22 della legge 14 luglio 1965, n. 963;

Ma, visto che le Regioni non possono attribuire poteri di polizia giudiziaria è chiaro che il trasferimento di competenza fa venir meno la possibilità che la Regione nomini soggetti privati a svolgere compiti che implicano facoltà di polizia giudiziaria.
Quindi: è vero che stando alle lettera della legge 1931 le guardie ittiche hanno il compito di accertare reati ed assumo quindi la qualifica di agenti di PG, ma bisogna prendere atto che ciò è chiaramente in contrasto con il quadro normativo vigente.

Il problema, ora, è se si possa negare la qualifica di agente di PG a queste figure in via interpretativa o se sia un problema di coordinamento di norme da risolvere sul piano costituzionale, così come sta accadendo anche per gli agenti delle Compagnie Barracellari.

Unica modestissima eccezione, a questo quadro logico – (anche in questo caso solo perché il legislatore forse non sapeva ciò che scriveva) – è per le guardie zoofile, per le quali invece la L. 20 luglio 2004, n. 189 (Maltrattamento animali), ha stabilito che La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 del codice di procedura penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni protezionistiche e zoofile riconosciute.

Quindi, per le guardie zoofile è stato comunque delineato il conferimento esplicito di agente di PG, con competenza limitata, e solamente per l’accertamento di quei reati aventi per oggetto animali d’affezione; essi inoltre devono rispettare le limitazioni che abbia loro imposto il prefetto.

In materia di caccia, invece, essendo normali guardie volontarie, le guardie zoofile potrebbero intervenire in qualità di agenti di PG solo se, per esempio, il cacciatore prendesse a calci il cane (art. 37 LC).

Ma veniamo al nostro “problema”: I Barracelli.

La ormai nota particolare struttura Barracellare della Sardegna, di Guardie Comunali e Capestri, organizzate in forma di Compagnia, conferisce per palese concetto ai suoi appartenenti la qualifica di agenti di PS a norma della legge del 1907.

Ma dal 1940 – c’è da ricordare – i Barracelli ricadevano in toto nel regime statale previsto dall’art. 73 T.U. leggi di P.S. e potevano portare armi come ogni agente di PS, secondo i principi dettati dal loro regolamento del 1898.

Non solo, venivano equiparati – dalla legge speciale n° 403 del 1898 – alla Pubblica Sicurezza – (ora Polizia di Stato) – e considerati a pieno titolo agenti di Polizia Giudiziaria. (Articolo di legge ancora in vigore).

La situazione normativa, però, è stata modificata ancora nel corso degli anni, proprio con il passaggio delle competenze alla Regione nel 1979, (DPR 19.6.1979 n. 348), in cui l’art. 12 – Capo I – “Polizia Locale Urbana e Rurale”, ha detto che: “sono trasferite alla regione le funzioni amministrative degli organi centrali e periferici dello Stato relative al servizio di prevenzione dell’abigeato di cui al regio decreto 14 luglio 1898, n. 404, e successive modificazioni, ed al barracellato di cui al regio decreto 14 luglio 1898, n. 403, e successive modifiche” –

(ATTENZIONE: notate il riferimento specifico al R.D. sempre vigente.)

Inoltre… – (dice il DPR) – “Ai componenti le compagnie barracellari è riconosciuta, con decreto del prefetto, la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Il personale che abbia conseguito la predetta qualifica è autorizzato a portare armi del tipo che verrà stabilito dal prefetto”.

(E quì… nulla da contestare: per portare la pistola lo deve dire il Prefetto).

Con questa norma, è stata dunque confermata e ben sancita la sola qualifica di agente di Pubblica Sicurezza, che viene però attribuita – (neanche in automatico) – con apposito decreto del Prefetto e che sia il prefetto – (e non quindi il Comune) – a stabilire (altresì) il tipo di arma che l’agente della Compagnia Barracellare, singolarmente o per compagnia, ha facoltà di portare in servizio. Quindi, solo il prefetto può scegliere fra arma corta e arma lunga.

Ma facendo riferimento al RD 14 luglio 1898, n. 403, il DPR 19.6.1979 n. 348 non cita alcuna abrogazione o modifica delle funzioni di p.g. già in capo ai Barracelli.

Ed Ancora: anche il modello di tessera di riconoscimento predisposto per i Barracelli dalla stessa Regione Sardegna nel 2004, pare evidentemente illegittimo e privo di senso, perchè a firmare detto documento di riconoscimento dovrebbe essere il Prefetto e non il Sindaco.

La legge regionale 15/07/1988, N. 25, all’art. 6, poi, attribuisce ai Barracelli poteri di accertamento amministrativo di cui all’art. 2 della stessa L.R., con il compito di rilevare le infrazioni amministrative secondo quanto stabilito dalla legge 24 novembre 1981, n. 689.

Ma è proprio all’art. 2 della stessa L.R., che vengono espressamente indicate le Funzioni Ordinarie delle Compagnie Barracellari e che, guarda caso, ricadono proprio in quell’attività, non di pertinenza della polizia amministrativa, ma elusivamente di polizia giudiziaria, che lo stesso Corpo è chiamato ad esercitare nel originario compito d’Istituto:

Dice la L.R. 25:

  1. Le funzioni attribuite alle compagnie barracellari sono le seguenti:

1) salvaguardare le proprietà affidate loro in custodia dai proprietari assicurati, verso un corrispettivo determinato secondo le modalità previste dalla presente legge; (Cosa bisogna fare in caso di intrusione, rapina o altro reato che si è commesso o si sta commettendo all’interno di una proprietà affidata alla custodia dei Barracelli? –

2) collaborare, su loro richiesta, con le autorità istituzionalmente preposte al servizio di:

a) protezione civile;

b) prevenzione e repressione dell’abigeato;(Nel diritto penale italiano, l’abigeato non è più un “reato distinto” ma è un vero proprio “reato di furto”, di cui Articolo 624 Codice penale, bensì solo come circostanza aggravante del furto che tratta di bestiame, art. 625, co. 1, n. 8 del codice penale. ALLORA: Cosa si deve fare per ricercare le prove di questo reato, i responsabili di detto furto e assicurarli alla Giustizia?)

c) prevenzione e repressione delle infrazioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, in materia di controllo degli scarichi di rifiuti civili ed industriali; – (Cosa si deve fare per ricercare le prove del reato – punito dall’art. 24 della medesima legge – ricercare i responsabili e assicurarli alla Giustizia nel caso di un inquinamento di rifiuti speciali, tossici e/o nocivi a mare, in un lago/fiume o altro luogo?)

3) collaborare, con gli organi statali e regionali, istituzionalmente preposti alle attività di vigilanza e tutela nell’ambito delle seguenti materie:

– salvaguardia del patrimonio boschivo, forestale, silvopastorale, compresi i pascoli montani e le aree coltivate in genere; – (Cosa si deve fare in caso di asportazione furtiva di alberi o piante?)

– salvaguardia del patrimonio idrico, con particolare riguardo alla prevenzione dell’inquinamento; – (Cosa di deve fare in caso di sversamento di sostante nocive inquinati o furto d’acqua?)

– tutela di parchi, aree vincolate e protette, flora, vegetazione e patrimonio naturale in genere; – (Cosa si deve fare in caso di edificazioni abusive?)

– caccia e pesca; – (Cosa si deve fare in caso di caccia di frodo?)

– prevenzione e repressione degli incendi;- (Cosa si deve fare in caso di incendio doloso?)

4) salvaguardia del patrimonio e dei beni dell’ente comune di appartenenza, siti fuori dalla cinta urbana, nonchè amministrazione dei beni di uso civico e di demanio armentizio, secondo le modalità da stabilirsi con apposita convenzione. – (Cosa si deve fare in caso di danneggiamento dei beni comunali?) 

  1. Le forme di collaborazione con il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda vengono stabilite con decreto interassessoriale dagli Assessori regionali competenti in materia di polizia locale e di difesa dell’ambiente.

Ora, leggendo anche l’Articolo 16 del Regio Decreto 14 luglio 1898, n. 403Regolamento per le Compagnie Barracellari in Sardegnatutt’ora vigente, apprendiamo che i barracelli – oltre alle funzioni loro proprie assegnate – debbono esercitare, sotto la dipendenza dell’autorità locale di pubblica sicurezza e dell’arma dei …carabinieri, una vigilanza assidua per prevenire e reprimere i delitti contro le proprietà; eseguire perlustrazioni notturne nell’abitato; presentarsi ad ogni richiesta dell’autorità competente, incorrendo, in caso di rifiuto, nella pena stabilita nell’art. 179 del codice penale; fare sollecita denuncia di ogni reato che venga a loro notizia; serbare il segreto sopra i fatti conosciuti per ragione del loro ufficio, incorrendo in caso di propalazione, nelle pene comminate per il reato previsto dall’art. 177 del codice penale.

Praticamente, questi Barracelli, nell’esercizio della loro pubblica sicurezza, sono chiamati a svolgere una vera e propria attività di polizia giudiziaria, con l’obbligo di riferire all’Autorità Giudiziaria ogni reato da loro accertato e, di conseguenza, con l’obbligo che gli stessi reati accertati non vengano portati ad ulteriori compimenti, con il dovere di ricercarne le prove ed assicurare alla stessa giustizia i colpevoli.

E secondo voi di cosa stiamo Parlando? …se non di Polizia Giudiziaria!

Ebbene, la legge regionale 25/88, è chiaro che non può attribuire alcuna funzione di polizia giudiziaria agli stessi Barracelli, anche perché detta funzione non è stata trasferita dallo Stato alla Regione, ma la stessa Regione può benissimo dire che i Barracelli, in qualità di Guardie Campestri e Guardie Comuni, sono agenti di polizia giudiziaria ai sensi dell’art. 57 del c.p.p. – (Norma Statale).

Concludendo, a confortare tale (scomodo) principio – oltre all’autorevole parere già espresso nel 2011 dall’ex Procuratore Generale della Repubblica di Cagliari – Dr. Giovanni Viarengo, (vedi), ci sono anche due recenti pareri emessi: uno nel 2006 dall’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia (vedi) – e uno nel 2016 dell’Interno.

Infine, è doveroso ricordare anche la storica giurisprudenza della Pretura di Mandas e quella della stessa Cassazione che, nelle loro sentenze di riferimento, hanno sempre indicato i Barracelli di Sardegna Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria.

Dunque… anche se a qualcuno non piace, rimane vigente quel concetto indicato all’art. 14 del RD 403:

  • …i componenti delle Compagnie Barracellari sono equiparati agli agenti della pubblica sicurezza – (ora Polizia di Stato)… considerati perciò agenti/ufficiali di Polizia Giudiziaria.
(Alberto Tinteri)

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