I Barracelli e la politica dei birilli stradali messa in atto dalla RAS… e non solo

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USINI – Sono 5.600 uomini, divisi in 162 Compagnie sparse in tutta la Sardegna, agenti di Pubblica sicurezza per decreto prefettizio e profondi conoscitori del territorio di loro pertinenza, ci sono sempre quando serve. In Regione si ricordano dei Barracelli solo in occasione di grandi eventi o in campagna antincendio. Finito il periodo emergenziale i barracelli tornano nel limbo dell’indifferenza.

Quello che più infastidisce però è che, coloro che si dovrebbero occupare di Barracelli a tutto tondo – e parlo degli EELL – li considerino ancora un branco di ignoranti in “cambales” alla ricerca di un attimo di gloria.

Di cosa hanno bisogno i Barracelli?

  • Serve una nuova legge in sostituzione L.R. 25/88 quella a firma di Mario Melis che ci ha accompagnato per 30 anni, ormai obsoleta. In verità, il 5 marzo 2015 è stata proposta una modifica di legge, la n. 188, a firma Comandini et al., della quale però, dopo la conferenza stampa in regione, non se n’è saputo più nulla.
  • Serve più considerazione da parte dei politici regionali che dovrebbero pensare ai barracelli non come ad un branco di ignoranti in cerca di gloria, ma come una risorsa che altre regioni non hanno e che vorrebbero.
  • Serve formazione, già inserita nell’art. 32 della 25/88 ma mai messa in pratica. Anche se ad onor del vero in questi ultimi anni, i barracelli stanchi di aspettare hanno cominciato a fare autoformazione e a pagare corsi di tasca propria, proprio con quei fondi che la giunta regionale ha tagliato in maniera considerevole.
  • Serve una divisa unica che distingua i barracelli dalle altre forze di polizia. Ancora oggi vige l’art.14 R.D.403/1898, secondo il quale i barracelli devono portare una placca metallica con lettera B e nome del comune legata al braccio sopra i normali abiti civili. A questo scopo Unione Barracelli ha studiato un disciplinare consegnato nelle mani dell’Assessore Erriu nel maggio del 2014.

Dopo due anni di silenzio, un paio di riunioni con le altre due sigle che rappresentano i barracelli e accordo raggiunto nel novembre 2017. Finalmente la divisa unica sembrava cosa fatta. Passa ancora un anno, fino al 25 luglio 2018, quando le tre sigle vengono chiamate in assessorato EELL dove si prospetta la firma del Disciplinare.

Ad una lettura superficiale sembrava lo stesso firmato l’anno prima, mentre ad una lettura più attenta, oltre che monco nella parte riguardante la divisa per l’antincendio boschivo, la certezza che qualcuno (fregandosene degli accordi raggiunti dalle tre sigle), aveva apportato numerosissime modifiche. Chiaramente la firma del disciplinare è stata subito bloccata, in attesa di un ennesimo incontro per discutere, con documenti alla mano e non per “luoghi comuni”, fatti passare per buoni da gente disinformata che millanta conoscenza in materia.

A questo punto, però, sarebbe utile capire il perché di tutto questo ritardo. A chi giova? Ma soprattutto, il 25 luglio siamo stati chiamati per chiudere una pratica in sospeso dal 2014, o più semplicemente a scopi elettorali? Perché se così fosse, voglio ricordare che abbiamo tolto la ma-strucca dalle spalle da tempo immemore.

Fra i barracelli ci sono decine di laureati e l’alfabetizzazione è a livello di diploma secondario, per cui evitate di offendere la nostra intelligenza. Lo stridio delle unghie sugli specchi da Cagliari si sente fin qui a Sassari. Di una cosa però sono sicuro, non saranno certo tali convinzioni e luoghi comuni a mettere in difficoltà o decidere la foggia che rappresenterà i barracelli in un prossimo futuro.

Se non riusciremo ad avere la divisa unica con questa Giunta Regionale, lo faremo con la prossima… del resto manca poco.

Dott. Gianfranco Ghiani

Segretario regionale Unione Barracelli

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