5 pacchetti di fazzoletti… Turno finito!

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La nobile riflessione d’inizio Anno

 

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Prendete spunto da questo racconto…. e riflettete!
Cap. Giuseppe Vargiu

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Chiamo la mia principessa per dirle che sto arrivando, come sempre la chiamo solo a fine turno, dopo aver timbrato l’uscita, perché i miei turni sono, per così dire… elastici…

Ho voglia di tornare a casa, ho anche fame… la pasta che adoro è quasi pronta. Ci ritroviamo tutti a casa dei nonni (viva i nonni)…

Arrivo a metà strada, ma sotto un cavalcavia ci sono due auto di traverso: è un frontale. Accosto, scendo, sono in divisa, ma senza qualifiche… fuori territorio le perdiamo… due feriti su un’auto, due o tre sull’altra…. il conducente di uno dei veicoli è ancora dentro, poi c’è sua moglie ed una piccolina che avrà poco più di un anno.

Chiamo il 112, rispondono al primo squillo e attivo i soccorsi… sono impreciso, ma mi dicono che ancora non ha chiamato nessuno… mi guardò intorno e istintivamente cerco il collega… stupido! Sono fuori servizio e lì sono solo.

L’uomo è incastrato e servono i Vigili del Fuoco.

La signora ha il volto sanguinante, la bimba sembra incolume, gli altri due sono feriti più lievemente… li invito ad andare a margine della strada (è buio), le macchine fumano. Prendo la signora e la sposto a lato, prendo la bimba in braccio, mi sorride. La mamma è in stato di shock, invece la sua bimba è felice come una Pasqua, il marito è in auto privo di sensi… servono i Vigili del Fuoco… li chiamo e raddrizzo il tiro della prima chiamata, poi chiedo se qualcuno ha un fazzoletto… vorrei togliere il sangue dal volto di quella madre… il fazzoletto non è per me, forse nemmeno per la signora stessa, ma per la sua piccola… lei si ricorderà per sempre questa sera e vorrei proteggerla, vorrei che quel suo sorriso non fosse bagnato dal sangue e turbato da quel dolore che stanno provando i suoi genitori…

Mi trovo con 5 pacchetti di fazzoletti è solo in quel momento che mi accorgo che non sono affatto solo. Intorno a me ci sono altre persone, tante altre brave persone…

Qualcuno di loro è certamente arrivato prima di me… mi chiedono come possono essere utili, sono persone di cuore che cercano di fare del proprio meglio. Un signore che indossa il giubbotto rinfrangente, blocca, facendosi aiutare da altri, l’accesso al sottopasso del cavalcavia (grazie), un altro mi racconta: “Faccio l’esercitazione con la protezione civile, ma così è tutt’altra cosa”… diventa la mia ombra, anzi spesso è davanti a me.

Una giovane coppia mi dice che ha visto tutto, chiedo loro di aspettare, per favore, i colleghi… arriva un Vigile del Fuoco… Posso aiutarti? …Come no! Lui è più efficace e preciso di me… mi chiede di tagliare le cinture e una pila… eccoli… la signora sembra sul punto di svenire… ha di nuovo in braccio la bambina, gliela riprendo e provo a farla sedere, ma la signora è troppo preoccupata per il marito… mi dice qualcuno: quando arrivano?…

Come ti capisco fratello… chiedo ad un altro passante di verificare che il luogo del sinistro sia chiaro… lui richiama… sento le sirene, arriva un’automedica, sono sulla strada sopra…

Ho dato le indicazioni sbagliate?…

No no ecco l’ambulanza… una, due, tre … i Vigili del Fuoco… arrivano i colleghi della Polizia Locale, iniziano i rilievi ed i cugini in nero chiudono la strada… arriva anche un’infermiera che, come me, è fuori servizio e prende in braccio la bambina… il signore, finalmente, viene estratto… la giovane coppia è ancora lì e sarà utilissima a ricostruire la dinamica.

Mi chiedono: ma lei da dove è arrivato ? Gli sorrido… passavo è una coincidenza… grazie per aver aspettato.

Uno alla volta i ” volontari” mi chiedono il “permesso” di andare… li ringrazio uno ad uno…

Basta!… descrivere gli Italiani come un popolo di ladri, furbetti, delinquenti… certo ci sono anche loro, ma in quella strada, in mezzo al dolore che ho visto, ancora una volta, il cuore dell’Italia è quella che incontro ogni giorno, quella per cui non mi stanco mai di lavorare!

Riflettiamo…

(di Nicola Alberti)

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