Le Compagnie Barracellari in Sardegna

I Barracelli, essendo Guardie dei Comuni, nell’esercizio delle loro funzioni, sono Agenti/Ufficiali di Polizia Giudiziaria (art. 57 comma 2 cpp) e Agenti di Pubblica Sicurezza (TULPS).

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La prima polizia istituita in Europa

Come è noto, i Barracelli di Sardegna, derivano storicamente da una forma spontanea di “scolca o iscolca”,  organizzazione risalente a molto prima dell’arrivo degli Aragonesi nell’Isola e precisamente al periodo dei Giudicati – (terminato nel XIV secolo) – quando i Barracelli erano infatti chiamati juratos (o jurados de logu), ed erano coordinati da un “maiore de scolca” che ne rispondeva direttamente all’antesignano del Sindaco odierno, detto anche il “maiore de villa”.

L’etimologia del nome Barracello ha origine dallo spagnolo barrachel, che ha la stessa origine dell’italiano bargello, in sardo barratzellu/barracello (che indicava una guardia armata di nomina politica, generalmente campestre).

Le prime compagnie Barracellari, hanno avuto origine a Sassari e ad Alghero nel secolo XVI.

Il XIX secolo, (rra il 1572 e 1574), con il passaggio della corona ai Savoia, fu un secolo cruciale per il mondo agro-pastorale sardo. Sorsero infatti gravi problemi di ordine pubblico connessi alla forzosa trasformazione della proprietà rurale nel quadro di un’azione riformista di vasta portata e in quel periodo fù per l’appunto il Sindaco della Città Sassari a chiedere al Parlamento del Regno, che “il sistema dei Barrancelli” fosse esteso in tutta la Sardegna proprio a causa del grave stato di ordine pubblico che si registrava nelle aree rurali di tutta la Regione.

Durante la loro storia, le Compagnie Barracellari furoni abolite una prima volta nel 1819 e sostituite con i Cacciatori reali di Sardegna – (un reggimento di cavalleria dell’Armata Sarda del Regno di Sardegna).  Furono poi ricostituite nel 1827 e riconfermate nel 1836.

Il Governo Sardo, successivamente, le riorganizzò con Legge 22 maggio 1853 e quello italiano le regolamentò con il Regio Decreto 14 luglio 1898, n. 403, dando loro un inquadramento più simile alle Guardie delle Province e dei Comuni.

Dopo l’unità d’Italia ad oggi, la disciplina delle Compagnie Barracellari, venne risistemata con l’attuale legge Regionale Sarda n. 25 del 1988, che collocò i Barracelli, secondo l’art. 12 del DPR 19 giugno 1979 n. 348, nel comparto istituzionale di polizia locale, urbana e rurale della Regione Sardegna.

Attualmente in Sardegna operano oltre 150 Compagnie Barracellari, che contano più di 5.300 volontari, tutti impegnati in attività di polizia locale, urbana e rurale.

I Barracelli, quindi, essendo Guardie dei Comuni, nell’esercizio delle loro funzioni, posseggono la qualifica di Agenti/Ufficiali di Polizia Giudiziaria (art. 57 comma 2 cpp) e Agenti di Pubblica Sicurezza (TULPS). (vedi anche)

Infatti, Secondo il Codice di Procedura Penale italiano (art. 57, 2° comma, c.p.p. e art. 57, 3° comma, c.p.p.), nell’elenco degli agenti di polizia giudiziaria, i barracelli appartengono alle guardie dei comuni, come confermato ed esplicitato dall’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia nel 2011(Rif. nota m_dg.LEG.08/09/2011. 0005351.U) e nel 2016 (Rif. nota m_dg.LEG.12/12/2016. 0012194.U) e assumono ex legge del 7 marzo 1986 n. 65 art 5, la qualifica di agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria.

Recentemente anche il Ministero dell’Interno, con nota n° 557/PAS/U/01817710089.DGG(1) del 1/12/2016, ha evidenziato che ad avviso dello stesso Dicastero, l’ordinamento giuridico, in linea con quanto previsto dall’art. 57 del c.p.p e dall’art. 5 della Legge n. 65 del 7 Marzo 1986, riconosce ai componenti delle Compagnie Barracellari, le funzioni di agenti e ufficiali di polizia giudiziaria.

La qualifica di agente di pubblica sicurezza – invece – è attribuita con decreto di approvazione emanato dal Prefetto della Provincia di appartenenza, previa comunicazione al Sindaco su richiesta di questi e previo accertamento del possesso dei seguenti requisiti:

  • godimento dei diritti politici e civili;
  • non aver subito condanna a pena detentiva per delitto non colposo o non essere stato sottoposto a misura prevenzione;
  • non essere stato espulso dalle forze armate italiane o dai Corpi militarmente organizzati o destituito dai pubblici uffici.

Durante lo svolgimento delle loro funzioni di polizia locale urbana e rurale, coadiuvano le altre forze di polizia dello Stato, quando queste ne facciano richiesta al Sindaco.

Nel Decreto Prefettizio di nomina ad agente di pubblica sicurezza, altresì, è indicato, ai sensi dell’art. 12, 2° comma, del Decreto del Presidente della Repubblica 19 Giugno 1979, n. 348, il tipo di armi che i barracelli sono autorizzati a portare durante il servizio.

Infine, in relazione all’art. 12 del Codice della Strada

  1. L’espletamento dei servizi di polizia stradale previsti dal presente codice spetta:

a) in via principale alla specialità Polizia Stradale della Polizia di Stato;

b) alla Polizia di Stato;

c) all’Arma dei carabinieri;

d) al Corpo della guardia di finanza;

d-bis) ai Corpi e ai servizi di polizia provinciale, nell’àmbito del territorio di competenza;

e) ai Corpi e ai servizi di polizia municipale, nell’àmbito del territorio di competenza;

f) ai funzionari del Ministero dell’interno addetti al servizio di polizia stradale;

f-bis) al Corpo di polizia penitenziaria

  1. L’espletamento dei servizi di cui all’art. 11, comma 1, lettere a) e b), spetta anche ai rimanenti ufficiali e agenti di polizia giudiziaria indicati nell’art. 57, commi 1 e 2, del codice di procedura penaleOmissis…: (e…nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza, alle guardie delle province e dei comuni quando sono in servizio)… omissis…

Essendo i Barracelli, quindi, Guardie del Comune, con la qualifica di Agenti ed Ufficiali di Polizia giudiziaria a mente dell’art. 57 comma 2 del c.p.p e art. 5 della Legge 65/86, nonchè di Pubblica Sicurezza, possono procedere all’accertamento e contestazione delle infrazioni amministrative, in quanto sono titolari dei poteri previsti dall’art. 13, 4° comma, della Legge 24 novembre 1981, n. 689, fatto salvo l’esercizio degli specifici poteri di accertamento previsti dalle leggi vigenti.

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